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| Dolomiti da sogno a Selva
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SELVA DI CADORE, SANTA FOSCA, PESCUL: LA STORIA.
In età preistorica queste zone erano interamente ricoperta da un fitto bosco e non vi era traccia delle radure dove ora sorgono i centri abitati.Queste immense foreste percorse da numerosi torrenti, carichi dell'acqua proveniente dai vicini ghiacciai, rifornivano di selvaggina i cacciatori, che qui sopraggiungevano per la caccia estiva. Come testimonia il sito neolitico / eneolitico di Mandriz, pastori esistevano già prima della fine del primo millennio avanti Cristo. Ma fu a partire da questo periodo che le valli cominciarono a popolarsi in modo sistematico. Cacciatori e pastori con le proprie greggi, cominciarono a frequentare i pascoli presenti nelle zone del Passo Giau, a Possedera e Fertazza, a Staulanza, Forada e Forcella Roan. Una situazione che ebbe una svolta solo in epoca alto-medioevale, quanto accanto a pastori e cacciatori si affiancarono boscaioli e ricercatori di minerali quali il ferro e il piombo. I nuovi arrivati, che provenivano dalla Val del Boite, costituirono consistenti insediamenti, prima stagionali e poi stabili. Il paesaggio cominciò, lentamente, a mutare: nei luoghi climaticamente più protetti, soleggiati e provvisti di acqua si cominciò a tagliare il bosco, si costruirono stalle e abitazioni, che col tempo si traformarono in "Vile", tutte ad alta concentrazione abitativa al fine di non rubare troppo territorio alla preziosa agricoltura. A partire XIII secolo alle attività agro-silvo-pastorali si aggiunsero quelle artigianali e industriali estrattive del ferro. Questo comportò' una notevole immigrazione e l'avvio di nuove attività come quella dei carbonai e dei fabbri, per i quali funzionavano addirittura delle fonderie. Nei secoli successivi, per far fronte alle aumentate esigenze di sussistenza si cominciò a coltivare il terreno anche fino ai 1.600 metri di altitudine elevando lo sfalcio sino ai 2.000 metri delle pericolosissime e disagiate cengie. Negli ultimi secoli, con la cessazione delle attività minerarie si registrò un generale impoverimento economico che causò una forte emigrazione senza però snaturare le millennarie attività agro-silvestri o mettere in pericolo la sopravvivenza dei paesi. A partire dagli anni '60 del secolo scorso, prima lentamente, poi vorticosamente, la situazione si capovolse in concomitanza con i flussi turistici legati allo sci e all'escursionismo. Oggi Selva di Cadore,Zoldo Alto ed Alleghe sono aperte ed accogliente con i turisti preservando come forse nessun'altro, le proprie ricche tradizioni e le propria millenaria cultura di cui sono orgogliosi.
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